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Di Uberto Tommasi

L’Italia, dopo la seconda guerra mondiale, fu ricostru-

ita da uomini infaticabili che avevano in comune un

sogno, ma solo i migliori, i più tenaci e combattivi

riuscirono nel loro intento.

Uno di questi fu Mario Arturo Biondan, recentemente

scomparso, fondatore con il fratello Giovanni Walter

dell’azienda omonima. I due fratelli iniziarono la loro

sfida in una cantina, poi fu un garage a ospitare la

loro piccola officina sorta per realizzare delle casse

di lamiera zincata che servivano a riportare in patria

le ossa dei soldati caduti nei vari teatri di guerra.

Gli attrezzi che usarono erano rudimentali: una pressa

e una piega lamiere, che fanno ancora mostra di sé,

una sul piazzale del grande stabilimento di via del Ve-

gron e l’altra sulla parete di un ufficio, anche se lo stru-

mento principe della neonata azienda era la volontà

ferrea dei due fratelli sostenuta dalle relative famiglie

e nel tempo dai figli che oggi rappresentano l’asse

portante della ditta: Chiara, Lisa di Mario Arturo ed

Elisabetta e Michele di Giovanni Walter con i generi

Filippo e Mauro. Infine, i due imprenditori riuscirono,

specializzandosi nel settore delle fusioni in bronzo, a

iniziare la scalata alla loro fortuna. Nel 1960 costru-

irono un capannone creando il primo tassello di un’a-

zienda che oggi dà lavoro a centinaia di dipendenti

ed è presente nei principali mercati del mondo.

R

icordiamo

Arturo Biondan

Arturo e Walter Biondan.

Arturo Biondan al centro.

Fondatore insieme al fratello Walter della Biondan spa

azienda leader dell'arte funeraria made in Italy.

AZ

Marmi

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AZ Marmi