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B

envenuti

a Verona alla

51° Marmomacc

di

Gigi Vesentini

gigivesentini@yahoo.it

on una tiratura record di

14500 copie pubblicate

in occasione della 51^

Marmomacc di Verona, Az Mar-

mi&Onoranze si conferma la rivi-

sta più diffusa del settore. Anche

questo numero, come vuole la

tradizione, sarà distribuito in tutti

gli stand di Marmomacc 2016.

Alla stagnazione del mercato in-

terno italiano nel settore dell’ac-

quisto di materiali lapidei e dei

macchinari per la loro lavorazio-

ne, si contrappone una ripresa

della domanda dai mercati este-

ri. Ormai è chiaro che in Italia il

fattore negativo dell’andamento

del settore dipende dalle misure

di austerità: aumento delle tasse

e riduzione della spesa pubbli-

ca, fattori che non sono sufficien-

temente compensati dalla poli-

tica monetaria che ha portato i

tassi d’interesse vicini allo zero.

L’unica soluzione per aumentare

consumi e investimenti per uscire

dall’attuale circolo vizioso, po-

trebbe essere una politica fiscale

che preveda una riduzione mas-

siccia delle tasse e un aumento

della spesa pubblica ben mirata.

La crisi dura da troppi anni e

l’immobilità della politica italia-

na rischia di distruggere quel tes-

suto industriale e artigiano che

per qualità e alto livello tecnolo-

gico caratterizza il nostro paese

in numerosi settori.

La nostra sopravvivenza, mai

come oggi, è legata a quegli

artigiani e industriali che hanno

saputo trasformarsi per poter af-

frontare le sfide di un mercato

globalizzato inoltrandosi, spesso

contando solo sulle proprie forze,

nei mercati esteri.

E qui mi venga permessa una fra-

se retorica: a un buon guerriero

non basta una spada o una lan-

cia per combattere, ma necessita

anche di uno scudo per difender-

si dai dardi avversari e questa

difesa solo uno stato presente ed

attivo sarebbe in grado realiz-

zarla, invece oggi non abbiamo

chi, nelle trattative con gli stati

esteri, lotta per difendere i nostri

brevetti, un difetto che lascia al

saccheggio di chiunque i primati

della nostra tecnologia e il nome

del Made in Italy.

Altro difetto tipico degli italiani è

l’incapacità di associarsi crean-

do un unico fronte per risolvere i

nostri problemi. Esistono, è vero,

delle associazioni più di nome

che di fatto, eccezion fatta per

la Confindustria Marmomacchi-

ne, che si è assunta l’immane

compito di tappare le falle della

nostra diplomazia, ma nessuno

può sostituirsi alla capacità che

potrebbe avere uno stato di met-

tere sulla bilancia degli scambi

con gli stati esteri anche le esi-

genze di una grande parte dei

nostri produttori.  Ci fa notare un

nostro inserzionista come oggi un

imprenditore italiano possa ac-

quistare in Cina d lastre di mar-

mo di Carrara, a prezzi inferiori

di quelli che potrebbe avere nel

nostro paese. Troppe contraddi-

zioni e incongruenze, dalle tasse

esose, agli occhi chiusi su delle

evidenti realtà, purtroppo, stanno

affossando chi vuole continuare

a produrre in Italia, dando lavoro

a migliaia di operai.

Una nota positiva in questa real-

tà stagnante rimane l’azione della

Fiera di Verona che, grazie all’a-

zione di dirigenti esperti, ha sapu-

to crescere raggiungendo i primati

che la pongono, come la più gran-

de realtà espositiva del mondo.

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